ccmpimacoministero della salute

malcompI tumori sono patologie complesse, in cui sono implicate cause genetiche ed ambientali. I fattori che possono contribuire allo sviluppo di tumori della prostata sono molteplici; tra questi vi sono fattori ormonali (esposizione ad ormoni androgeni) e ambientali (es., alimentazione ricca di grassi). In generale però l’effetto di questi singoli fattori è moderato, e nessuno da solo è in grado di causare la comparsa del tumore. E’ quindi necessario l’intervento combinato di più elementi di rischio, inclusi alcuni fattori genetici comuni nella popolazione generale che possono aumentare o diminuire in maniera lieve/moderata l’entità del rischio individuale. La maggior parte dei tumori della prostata ha un’origine di questo tipo, detta multifattoriale, perché legata all’azione di molteplici agenti, ambientali, legati alle abitudini individuali e genetici.

Nonostante circa il 15-20% dei tumori della prostata si presenti in forma familiare, interessando due o più parenti nell’ambito di una stessa famiglia, solamente in una piccola parte dei casi (2-3%) è possibile riconoscere una base ereditaria. Questa è in genere legata ad alterazioni a carico di geni che sono responsabili di sindromi ereditarie caratterizzate soprattutto da elevato rischio di altri tumori. In particolare, un aumento del rischio del cancro alla prostata, soprattutto in età più precoce rispetto alla popolazione generale (sotto i 60 anni) è osservato in maschi che hanno mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2, implicati nello sviluppo di tumori della mammella e dell’ovaio, e dei geni che causano la sindrome di Lynch, dove il rischio principale è costituito dai tumori dell’intestino e dell’endometrio.

Sono noti alcuni geni che causano specificamente una suscettibilità al cancro della prostata, ma questi sono coinvolti solo in una piccola percentuale delle famiglie e non sono ancora ben determinati i rischi ad essi associati. Nel complesso, le cause della maggior parte delle forme di tumori della prostata familiari sono ancora sconosciute.

La scarsa conoscenza sulle basi genetiche dei tumori familiari della prostata implica che non vi sono test genetici specifici disponibili. Pertanto non vi è quindi indicazione allo stato attuale ad effettuare consulenze genetiche per questa motivazione. Dato che la presenza di casi in famiglia rappresenta un importante fattore di rischio, è comunque opportuno darne informazione al proprio medico per poter programmare controlli adeguati.

 

PER IL MEDICO

Il portale è stato realizzato nel contesto del progetto CCM finanziato dal Ministero della Salute dal titolo "Test genomici predittivi: censimento in alcune regioni italiane per l’istituzione di un registro dell’offerta, e promozione di interventi formativi per i medici prescrittori" anno 2012-2014.
Il contenuto del sito è curato dalla sezione di Igiene dell’ Istituto di Sanità Pubblica-Università Cattolica del Sacro Cuore-Roma.
Si ringrazia il professor Maurizio Genuardi, professore ordinario di Genetica Medica dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, e il suo gruppo di lavoro, per l'opera di revisione di tutte le schede malattia, e il professor Valerio De Stefano, ordinario di Ematologia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, per l'opera di revisione della scheda malattia sul tromboembolismo venoso.

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