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malcompI tumori sono patologie complesse, in cui sono implicate cause genetiche ed ambientali. I fattori che possono contribuire allo sviluppo di tumori dell’intestino sono molteplici; tra questi vi sono l’alimentazione e l’attività fisica. In generale però l’effetto di questi singoli fattori è moderato, e nessuno da solo è in grado di causare la comparsa del tumore. E’ quindi necessario l’intervento combinato di più elementi di rischio, inclusi alcuni fattori genetici comuni nella popolazione generale che possono aumentare o diminuire in maniera lieve l’entità del rischio individuale. La maggior parte dei tumori del colon-retto ha un’origine di questo tipo, detta multifattoriale, perché legata all’azione di molteplici agenti, ambientali e genetici.

Una piccola parte dei casi di tumore del colon-retto, stimata intorno al 3-5%, insorge invece in persone che hanno una predisposizione genetica ereditaria. In questi casi, la causa principale è una mutazione genetica che determina un rischio molto alto di ammalarsi. Esistono diverse forme ereditarie di cancro del colon-retto, causate da mutazioni a carico di differenti geni. La principale è la sindrome di Lynch, che è causata da mutazioni che nelle diverse famiglie coinvolgono 4 geni chiamati MSH2, MLH1, MSH6 e PMS2. Un’altra forma è la Poliposi Adenomatosa, caratterizzata dalla comparsa di una grande quantità – spesso anche centinaia o migliaia - di tumori benigni (adenomi) nel retto e nel colon. In realtà sono noti due tipi diversi di poliposi adenomatosa, dovuti rispettivamente a mutazioni nei geni chiamati APC e MUTYH. Altre forme di predisposizione ereditaria a tumori intestinali sono molto rare e spesso caratterizzate da manifestazioni cliniche particolari (es. sindrome di Peutz-Jeghers, poliposi giovanile).

La sindrome di Lynch comporta un rischio di sviluppare cancro del colon-retto compreso tra 35% e 70% circa a seconda degli studi. Il rischio è un po’ più basso nelle donne, che hanno però una probabilità all’incirca uguale di ammalarsi di cancro dell’endometrio. Ci sono rischi aumentati anche per altri tumori, anche se in misura meno elevata rispetto al colon-retto e all’endometrio. Nelle forme più aggressive di poliposi (poliposi classica) il rischio di cancro del colon-retto è praticamente il 100% se non si effettuano interventi preventivi; questa condizione predispone anche allo sviluppo di tumori dell’intestino tenue (duodeno in particolare) e di un particolare tipo di tumori derivati da cellule di natura fibrosa, detti desmoidi, che possono insorgere in aree di cicatrici, come quelle che si formano dopo un intervento chirurgico.

Può essere utile consultare il proprio medico di famiglia o altro specialista (oncologo, gastroenterologo, ginecologo, chirurgo) se lei ha una storia personale o familiare di una queste condizioni:

  • Per la sindrome di Lynch:

-          cancro del colon prima dei 50 anni;

-          presenza di almeno due parenti affetti da tumore dell’intestino e dell’endometrio (corpo dell’utero) o altro tumore associato alla sindrome di Lynch (in particolare dell’intestino tenue, dello stomaco, dell’ovaio e delle vie urinarie) nello stesso ramo della famiglia, uno dei quali diagnosticato in età inferiore a 50 anni;

-          presenza di almeno tre parenti affetti da tumore dell’intestino e dell’endometrio o altro tumore associato alla sindrome di Lynch (in particolare dell’intestino tenue, dello stomaco, dell’ovaio e delle vie urinarie) nello stesso ramo della famiglia, a qualunque età;

-          sviluppo contemporaneo di più tumori del colon-retto o di tumore del colon-retto e altro tumore associato alla sindrome di Lynch ;

-          familiare portatore di una mutazione documentata a carico dei geni MSH2, MLH1, MSH6 o PMS2;

  • Per le poliposi adenomatose:

-          presenza di almeno 10 polipi adenomatosi nella stessa persona;

-          tumore desmoide, a qualunque età;

-          familiare portatore di una mutazione documentata a carico dei geni APC o MUTYH.

In base alla storia familiare, il medico di famiglia o gli altri specialisti potranno indirizzarla ad una consulenza genetico-oncologica con un medico genetista, il quale discuterà con lei l’opportunità e la possibilità di eseguire un test genetico. Tale test consente di individuare le mutazioni a carico dei geni implicati nella predisposizione allo sviluppo del cancro del colon-retto. Il percorso diagnostico, che verrà concordato con il medico genetista, potrebbe poi prevedere alcune analisi preliminari. In particolare, per la sindrome di Lynch sono indicate le analisi preliminari per la ricerca di “instabilità dei microsatelliti” ed “immunoistochimica” delle proteine codificate dai geni MSH2, MLH1 e MSH6 su tessuto tumorale. L’esito di questi esami può rafforzare o indebolire il sospetto di sindrome di Lynch e quindi aiutare a decidere se il vero e proprio test genetico, da effettuare sul sangue, è opportuno.

Il test genetico ha la finalità di individuare le persone ad alto rischio dovuto alla presenza di una mutazione genetica, in modo da poter mettere in atto delle misure di prevenzione che servono a ridurre il rischio di sviluppare il cancro e a riconoscere la malattia in una fase precoce (es. colonscopia, sorveglianza con ecografia transvaginale per il cancro dell’utero o dell’ovaio, fino ad interventi chirurgici preventivi). Allo stato attuale il test va generalmente eseguito inizialmente nella famiglia su persone che hanno un’alta probabilità di essere portatrici di mutazioni che causano una forte predisposizione allo sviluppo della malattia: questa dipende dalla storia familiare e personale dell’individuo, che viene valutata nel corso della consulenza genetica. Se viene individuata una mutazione causa della predisposizione ereditaria è possibile offrire il test a familiari sani che desiderino sottoporvisi per conoscere il proprio rischio ed eventualmente intraprendere i percorsi di prevenzione mirata. Per la sindrome di Lynch e la poliposi adenomatosa dovuta a mutazioni del gene APC, la probabilità che un portatore possa trasmettere il gene mutato, e quindi la predisposizione al tumore, ad un figlio/a è pari a 50%. Invece il rischio per i figli di persone affette dalla poliposi causata da mutazioni del gene MUTYH è molto più basso, perché questa forma è trasmessa con un meccanismo di ereditarietà chiamato recessivo, a differenza delle altre due, che sono forme dominanti. Per la poliposi associata a MUTYH i parenti a maggior rischio (25%) sono i fratelli e le sorelle di chi ha la malattia.

 

PER IL MEDICO

Il portale è stato realizzato nel contesto del progetto CCM finanziato dal Ministero della Salute dal titolo "Test genomici predittivi: censimento in alcune regioni italiane per l’istituzione di un registro dell’offerta, e promozione di interventi formativi per i medici prescrittori" anno 2012-2014.
Il contenuto del sito è curato dalla sezione di Igiene dell’ Istituto di Sanità Pubblica-Università Cattolica del Sacro Cuore-Roma.
Si ringrazia il professor Maurizio Genuardi, professore ordinario di Genetica Medica dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, e il suo gruppo di lavoro, per l'opera di revisione di tutte le schede malattia, e il professor Valerio De Stefano, ordinario di Ematologia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, per l'opera di revisione della scheda malattia sul tromboembolismo venoso.

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